giovedì 9 febbraio 2012
Da Monti padre a Monti figlio: come far carriera coi soldi del contribuente.
Circola una notizia sul web: all'inizio di quest'anno il Tesoro italiano, presieduto da Monti, avrebbe pagato alla banca d'investimenti americana Morgan Stanley, di cui Giovanni Monti - figlio del premier - è vicepresidente, 2 miliardi e 567 milioni di euro nel più assoluto silenzio a parziale saldo di un prestito ricevuto dallo Stato italiano di 6 miliardi e 268 milioni, peraltro erogati a suo tempo in derivati (ovvero fondi altamente tossici). La richiesta di Morgan Stanley era "call the debt", che in gergo viene utilizzata allorchè si richiede la restituzione della somma prestata per intervenuto motivo grave, invece del saldo degli interessi dovuti. Il motivo grave era stato fornito dal downgrading sul debito italiano effettuato da Standard & Poor's pochi giorni prima. La rimanente parte del debito sarebbe stata stornata a Banca Intesa, di cui notoriamente il ministro Passera è stato presidente fino a poco fa, che avrebbe potuto così mettere in attivo in bilancio il gruzzoletto. Chissà se qualche parlamentare presenterà un'interrogazione al Ministro dell'Economia per sapere se questa ricostruzione è vera...chissà se i media la smetteranno di dire che in inverno fa freddo e inizieranno a dare le notizie.
mercoledì 8 febbraio 2012
De Magistris ad Al Pacino, un video "neomelodico".
Sono notori gli atteggiamenti "guasconi" di De Magistris. Si sa, a lui piace gonfiare il petto, ma questo video-messaggio davvero "tamarro" diretto al suo elettorato più che al vero Al Pacino, è degno del sindaco di chiavica a mare. Di sicuro non di una capitale quale è Napoli.
domenica 5 febbraio 2012
Calderoli e piazzale loreto.
L.ELETTORALE:CALDEROLI,SE CI FANNO FUORI C'È ANCHE P.LORETO (ANSA) - BERGAMO, 4 FEB - «Lo dico agli alleati: siamo stati a manifestare in piazza Castello e in piazza Duomo, se toccano la legge elettorale per far fuori la Lega, vorrei ricordare loro che c'è anche Piazzale Loreto. Quindi patti chiari e amicizia lunga». Così il leghista Roberto Calderoli in un comizio con affianco Umberto Bossi e Roberto Maroni ha parlato dell'eventualità di una nuova legge elettorale concordata tra Pdl e Pd e che penalizzasse il Carroccio
NAPOLI, DIECI MOVIMENTI IDENTITARI IN PIAZZA
Sono stati una decina, stamattina, i movimenti e gruppi identitari che hanno aderito alla manifestazione “Difendi Napoli, difendi il tuo futuro” indetta e organizzata da “Insorgenza civile”.
Con il movimento guidato da Nando Dicè sono scesi in piazza a Napoli, in corteo da piazza Matteotti a piazza Municipio, i Comitati Due Sicilie, Italia Prima, il Movimento Neoborbonico, Mo’ Bast contro il caro assicurazioni, RDS Rinascita del Sud, Chi è stanco di aspettare, Vanto, FLN Fronte per la liberazione della Napolitania, Insieme per la Rinascita, Briganti.
Il cordone di manifestanti, circa duecento persone, ha sfilato per la città intonando cori per chiedere la bonifica delle aree inquinate della città, l’abolizione del pedaggio sulla Tangenziale, l’equiparazione delle assicurazioni meridionali a quelle del CentroNord e, piu’ in generale, per chiedere, più giustizia per il Sud e per i cittadini del Mezzogiorno.
“Vogliamo ringraziare tutti i movimenti identitari che hanno aderito questa mattina a una manifestazione che non ha alcun legame con la politica partitocratica. La giornata di oggi deve rappresentare per la città l’inizio del risveglio, portando a un cambiamento di mentalità che deve generare azioni sempre più proficue per il bene di Napoli e per riconquistare dignità, libertà, futuro” è stato il commento del presidente di Insorgenza, Nando Dicè.
venerdì 3 febbraio 2012
La Lega piazzò un falso ingegnere ai vertici dell'Enea.
Il ministro nomina un elettricista-leghista ai vertici dell'Enea spacciandolo per ingegnere, in seguito ad un lungo processo penale, l'elettricista viene condannato con pena sospesa (quindi niente galera)mentre il ministro (una cretina a caso: Letizia Moratti) la passa completamente liscia senza che nessun giornale o telegiornale faccia menzione di questo fatto gravissimo che altrove avrebbe fatto scandalo.
Secondo voi l'Italia può cadere più in basso?
Di seguito i fatti ripresi dal blog isegretidellacasta.blogspot.com :
la Lega Nord mise un falso ingegnere ai vertici dell'ENEA: è arrivata la condanna
E' arrivata la condanna per Claudio Regis, ex-senatore della Lega Nord ed ex- vice commissario dell'Enea. Il tribunale penale di Roma lo ha condannato a un anno e nove mesi (pena sospesa) per i reati di "sostituzione di persona e truffa", mentre a seguito di separato giudizio dovrà risarcire l'Enea, costituitasi parte civile, partendo da una provisionale di 50.000 euro.
Che vanno ad aggiungersi alla restituzione dei 74.000 euro percepiti sempre dall'Enea, secondo la sanzione emessa un anno e mezzo fà dalla Corte dei Conti.
Ma la storia di Claudio Regis, detto "valvola", merita di essere ricordata perchè è un'icona tragicomica del malcostume politico all'italiana.
Regis infatti è un ex-elettricista che nel 2005 il ministro dell'Università Letizia Moratti promosse a vice-commissario dell'Enea, il principale organismo nazionale per l'efficenza energetica. E tutto per fare un favore alla Lega Nord di cui "valvola" era un fedelissimo. Tuttavia Regis millantò anche una falsa laurea in ingegneria senza la quale non poteva accedere al ruolo.
Al solito a perderlo fu la presunzione: convinto delle sue stesse menzogne, diede "dell'incompetente" addirittura a Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica e all'epoca presidente dell'Enea. La cosa insospettì un sindacato di base (la Rdb) che si informò sul suo conto. Scoprendo l'inganno...
Secondo voi l'Italia può cadere più in basso?
Di seguito i fatti ripresi dal blog isegretidellacasta.blogspot.com :
la Lega Nord mise un falso ingegnere ai vertici dell'ENEA: è arrivata la condanna
E' arrivata la condanna per Claudio Regis, ex-senatore della Lega Nord ed ex- vice commissario dell'Enea. Il tribunale penale di Roma lo ha condannato a un anno e nove mesi (pena sospesa) per i reati di "sostituzione di persona e truffa", mentre a seguito di separato giudizio dovrà risarcire l'Enea, costituitasi parte civile, partendo da una provisionale di 50.000 euro.
Che vanno ad aggiungersi alla restituzione dei 74.000 euro percepiti sempre dall'Enea, secondo la sanzione emessa un anno e mezzo fà dalla Corte dei Conti.
Ma la storia di Claudio Regis, detto "valvola", merita di essere ricordata perchè è un'icona tragicomica del malcostume politico all'italiana.
Regis infatti è un ex-elettricista che nel 2005 il ministro dell'Università Letizia Moratti promosse a vice-commissario dell'Enea, il principale organismo nazionale per l'efficenza energetica. E tutto per fare un favore alla Lega Nord di cui "valvola" era un fedelissimo. Tuttavia Regis millantò anche una falsa laurea in ingegneria senza la quale non poteva accedere al ruolo.
Al solito a perderlo fu la presunzione: convinto delle sue stesse menzogne, diede "dell'incompetente" addirittura a Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica e all'epoca presidente dell'Enea. La cosa insospettì un sindacato di base (la Rdb) che si informò sul suo conto. Scoprendo l'inganno...
Piemonte, capitale dei falsi poveri.
Per i tg fanno notizia i 10 falsi invalidi scoperti a Napoli, ma non che, in Piemonte,la Gdf ha smascherato centinaia di falsi poveri. Infatti, nel 2011, in Piemonte, sono stati scoperti 574 "furbetti" che hanno causato danni erariali per oltre 37,2 milioni di euro con truffee hanno ottenuto, in maniera illecita, finanziamenti statali o comunitari per 6,6 milioni di euro. Smascherati in particolare 266 "finti poveri" (su 974 controlli) che hanno ottenuto contributi per gli affitti, sconti alle mense scolastiche e borse di studio senza averne diritto.
Secondo i dati del Comando Regionale della Guardia di Finanza, in 79 interventi eseguiti d'iniziativa o su delega della Corte dei Conti sono stati scoperti sprechi per 37,7 milioni di euro e 114 persone sono state segnalate alla Procura regionale.
Nel settore della spesa sanitaria, sono stati denunciati 18 medici con la scoperta di truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale per 460 mila euro.
Secondo i dati del Comando Regionale della Guardia di Finanza, in 79 interventi eseguiti d'iniziativa o su delega della Corte dei Conti sono stati scoperti sprechi per 37,7 milioni di euro e 114 persone sono state segnalate alla Procura regionale.
Nel settore della spesa sanitaria, sono stati denunciati 18 medici con la scoperta di truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale per 460 mila euro.
giovedì 2 febbraio 2012
Peggio dei nazisti, peggio di Mengele
Continuano ad oltraggiare i nostri eroi come i cacciatori fanno con la propria selvaggina. Tra gli italiani i "Mengele" non sono certo mancati, il più famoso fu sicuramente Ezechiele da Verona (alias Cesare Lombroso, si vegognava del nome, ma non delle sue azioni), ma la necrofilia era diffusa in tutto il Nord. Segue articolo della Stampa, da notare l'irriverenza dell'articolista da due soldi.
I tredici briganti che dopo un secolo riappaiono come mummie da museo
Nel museo civico di Salò saranno esposte teste mozzate e pezzi anatomici di tredici briganti. Scopriamo così che i “ribelli” di epoca Risorgimentale furono anche usati come cavie, per sperimentare misteriosi preparati capaci di "pietrificare" i cadaveri.
Le “opere” che saranno esposte, riscoperte grazie a uno studio italo-tedesco, erano state custodite per più di un secolo nell’ ospedale della città e sono prodotto dell’ invenzione di un singolare medico imbalsamatore, il professor Giovan Battista Rini, nato proprio a Salò nel 1795.
Rini, usando anche i corpi dei briganti uccisi, che qualcuno mise a sua disposizione, mise a punto una sua tecnica segreta di conservazione. Aveva seguito le orme di Girolamo Segato, uno scienziato e viaggiatore, vissuto a Firenze nei primi decenni dell’ 800, che studiò a lungo le tecniche degli antichi egizi direttamente in loco.
Come il suo maestro, il pietrificatore di Salò si portò nella tomba il segreto delle sue capacità di conservazione di anatomie, che lo pongono come anticipatore della plastinazione, del contemporaneo Gunther Von Hagens, l’anatomopatologo tedesco che oggi fa molto discutere con la sua mostra itinerante di cadaveri trasformati in opere d’arte.
L’ interesse della mostra è anche storico, saranno mostrati per la prima volta in pubblico busti e teste di briganti, tra cui una mummia che per un periodo fu a torto attribuita al leggendario bandito Zanzanù, un criminale sanguinario che con la sua banda seminò terrore agli inizi del 1600 sui monti dell’Alto Garda.
I tredici briganti decapitati ed esposti come reperti anatomici sono tutti vissuti nella prima metà dell’ 800, molti furono sicuramente fucilati e tra loro c’è anche una donna. Quei tredici briganti trasformati in reperti da museo, almeno potranno ancora oggi raccontarsi attraverso quello che era il loro volto, in alcuni casi straordinariamente conservato grazie alle tecniche segrete del loro imbalsamatore.
Non che possa loro consolare, ma lo stesso privilegio non toccò a Giuseppe Mazzini, di cui si ha solo il ricordo di una maschera mortuaria di gesso. Quando questi morì a Pisa, il 10 marzo 1872, anche i suoi discepoli cominciarono ad accarezzare l’ idea di pietrificare il corpo del loro profeta e trasformarlo in un monumento.
Per questo fu chiamato da Lodi il Professor Paolo Gorini, altro matematico e scienziato, pure lui noto preparatore di cadaveri che pietrificava, anche lui, con un procedimento da lui stesso inventato e il cui segreto, come gli altri, si portò nella tomba.
Quando il Gorini arrivò a Pisa però Mazzini era già morto da due giorni e si stava decomponendo. L’ imbalsamatore poté fare ben poco, il corpo venne comunque esposto, ma fu presto ritirato. Molti si erano lamentati dell’odore imbarazzante emanato da chi sarebbe dovuto esser morto in odore di santità, seppur laica. Ciò che restava di Mazzini finì così per esser tumulato a Staglieno.
Oltre a ogni giudizio della storia, passato o futuro, forse si può dire che, almeno in questo caso, ai tredici briganti alla fine è andata meglio. Non è da escludere che potrebbero presto pure diventare figure simbolo, magari per qualche simpatizzante del movimento dei Neoborbonici, che non soffre del pregiudizio storico che li vorrebbe comuni criminali, anarchici e sanguinari, ma potrebbe dar loro persino la dignità di combattenti, trucidati per aver difeso un ideale.
I tredici briganti che dopo un secolo riappaiono come mummie da museo
Nel museo civico di Salò saranno esposte teste mozzate e pezzi anatomici di tredici briganti. Scopriamo così che i “ribelli” di epoca Risorgimentale furono anche usati come cavie, per sperimentare misteriosi preparati capaci di "pietrificare" i cadaveri.
Le “opere” che saranno esposte, riscoperte grazie a uno studio italo-tedesco, erano state custodite per più di un secolo nell’ ospedale della città e sono prodotto dell’ invenzione di un singolare medico imbalsamatore, il professor Giovan Battista Rini, nato proprio a Salò nel 1795.
Rini, usando anche i corpi dei briganti uccisi, che qualcuno mise a sua disposizione, mise a punto una sua tecnica segreta di conservazione. Aveva seguito le orme di Girolamo Segato, uno scienziato e viaggiatore, vissuto a Firenze nei primi decenni dell’ 800, che studiò a lungo le tecniche degli antichi egizi direttamente in loco.
Come il suo maestro, il pietrificatore di Salò si portò nella tomba il segreto delle sue capacità di conservazione di anatomie, che lo pongono come anticipatore della plastinazione, del contemporaneo Gunther Von Hagens, l’anatomopatologo tedesco che oggi fa molto discutere con la sua mostra itinerante di cadaveri trasformati in opere d’arte.
L’ interesse della mostra è anche storico, saranno mostrati per la prima volta in pubblico busti e teste di briganti, tra cui una mummia che per un periodo fu a torto attribuita al leggendario bandito Zanzanù, un criminale sanguinario che con la sua banda seminò terrore agli inizi del 1600 sui monti dell’Alto Garda.
I tredici briganti decapitati ed esposti come reperti anatomici sono tutti vissuti nella prima metà dell’ 800, molti furono sicuramente fucilati e tra loro c’è anche una donna. Quei tredici briganti trasformati in reperti da museo, almeno potranno ancora oggi raccontarsi attraverso quello che era il loro volto, in alcuni casi straordinariamente conservato grazie alle tecniche segrete del loro imbalsamatore.
Non che possa loro consolare, ma lo stesso privilegio non toccò a Giuseppe Mazzini, di cui si ha solo il ricordo di una maschera mortuaria di gesso. Quando questi morì a Pisa, il 10 marzo 1872, anche i suoi discepoli cominciarono ad accarezzare l’ idea di pietrificare il corpo del loro profeta e trasformarlo in un monumento.
Per questo fu chiamato da Lodi il Professor Paolo Gorini, altro matematico e scienziato, pure lui noto preparatore di cadaveri che pietrificava, anche lui, con un procedimento da lui stesso inventato e il cui segreto, come gli altri, si portò nella tomba.
Quando il Gorini arrivò a Pisa però Mazzini era già morto da due giorni e si stava decomponendo. L’ imbalsamatore poté fare ben poco, il corpo venne comunque esposto, ma fu presto ritirato. Molti si erano lamentati dell’odore imbarazzante emanato da chi sarebbe dovuto esser morto in odore di santità, seppur laica. Ciò che restava di Mazzini finì così per esser tumulato a Staglieno.
Oltre a ogni giudizio della storia, passato o futuro, forse si può dire che, almeno in questo caso, ai tredici briganti alla fine è andata meglio. Non è da escludere che potrebbero presto pure diventare figure simbolo, magari per qualche simpatizzante del movimento dei Neoborbonici, che non soffre del pregiudizio storico che li vorrebbe comuni criminali, anarchici e sanguinari, ma potrebbe dar loro persino la dignità di combattenti, trucidati per aver difeso un ideale.
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