Lo storico: «Caldoro fa bene a smarcarsi. Ma era noto che la sua candidatura non fosse gradita al partito»»
Anche se ieri il governatore Stefano Caldoro, con un intervento sul suo sito Internet, ha cercato di rialzare il tono della discussione sottolineando nell’interesse del Sud la necessità di «uscire fuori dalla logica del teatrino della politica e confrontarsi in maniera unitaria, lasciandoci alle spalle la vecchia politica fatta di divisioni, scontri personali, dichiarazioni che vanno solo sulla stampa per farsi riconoscere», è ormai chiaro che nel centrodestra campano volano gli stracci. Prima lo scambio di battute sulla giustizia tra il commissario regionale del Pdl Nitto Palma e Caldoro. Poi il clamoroso annuncio di quest’ultimo dell’intenzione di costituirsi parte civile in caso di rinvio a giudizio dell’ex coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino per la vicenda dei falsi dossier. Tutto questo mentre continuano a finire nel mirino della magistratura sindaci «amici». Una situazione oggettivamente pesante sulla quale si esprime lo storico Ernesto Galli della Loggia.
Professore, che succede nel centrodestra campano?
«Non ne so molto. Ma non c’è bisogno di sapere molto perché sono in atto delle risse, delle faide. Finché Berlusconi era sul ponte di comando e il centrodestra era al potere a livello nazionale era conveniente per tutti stare insieme. Ora che Berlusconi ha effettuato un passo indietro e che il potere è svanito ecco venir fuori inevitabilmente le spinte centrifughe».
Il Pdl è entrato in crisi?
«Che dire? I due indiscutibili punti di forza del partito erano il presentarsi come l’antisinistra e lo stesso leader Berlusconi. Ora Berlusconi è lontano dal partito e Alfano, francamente, non dimostra di avere grandi doti aggressive. In Campania, inoltre, la contrapposizione alla sinistra non paga, perché il centrodestra è al governo quasi ovunque».
Caldoro si costituirà parte civile contro Cosentino. La meraviglia?
«Che ci fosse una parte del Pdl che non voleva Caldoro candidato era noto. Ma una cosa simile sta succedendo anche a Palermo, in vista delle elezioni comunali. Il fatto è che tutti i partiti italiani mancano di forte identità etica».
Cosa pensa di Caldoro?
«Mi sembra una persona presentabile. Anche nella composizione della giunta ha dimostrato con la nomina del rettore Trombetti una certa apertura verso la cultura Sembrava in grado di andare nella direzione giusta, vedremo».
Intanto, continuano gli arresti di esponenti del Pdl per presunti rapporti con la camorra.
«Che alcuni ambienti del Pdl campano siano contigui alla malavita organizzata è chiarissimo».
Caldoro sta cercando di smarcarsi e di affermare la propria autonomia. Fa bene o, come gli ha ricordato Palma, dovrebbe fare più gioco di squadra?
«Tanti auguri. Ma chi non è dentro a un partito, al massimo può avventurarsi in analisi, che, spesso, sono già azzardate. Lasciamo che sbagli da solo».
Dall’inizio della legislatura il Pd locale ha scelto di non adottare la tattica dello scontro frontale, ma ha sempre cercato di offrire a Caldoro una sponda per consentirgli di essere libero da alcune frange del Pdl che tentano di condizionarlo. Giusto?
«Non so se pagherà, ma sul piano generale mi sembra una strategia giusta. Piuttosto che sfasciare tutto, che cercare lo scontro permanente all’interno dell’istituzione, penso che sia più ragionevole e costruttivo cercare di isolare chi lavora contro Caldoro».
Caldoro è un socialista riformista. È fantapolitica immaginare una sorta di convergenza tra lui e il Pd?
«È un’ipotesi molto fantasiosa».
Gimmo Cuomo
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venerdì 16 marzo 2012
Della Loggia: «Pdl in parte contiguo alla camorra» Lo storico: «Caldoro fa bene a smarcarsi. Ma era noto che la sua candidatura non fosse gradita al partito»»
lunedì 27 febbraio 2012
«Io lotto ma deputati del Sud sono inerti»
Caldoro contro la Lega, secondo round
«Difendo l'idea di Fondo nazionale: il Nord contrattacca con tutti i mezzi. Ma i parlamentari meridionali?»
Il primo attacco del quotidiano nordista: «Sud pirata»
NAPOLI - Non si fa attendere la risposta del governatore della Campania, Stefano Caldoro, dopo l'articolo comparso sulle pagine de «La Padania» in cui viene ancora una volta duramente criticata la sua proposta di un Fondo di garanzia nazionale dove far confluire i fondi non spesi da tutte le Regioni per evitare di sforare il Patto di stabilità.
«CACCIA ALL'UOMO» - Dura la replica del governatore: «Vedo una caccia all'uomo, organizzata come una falange compatta dai leghisti». E aggiunge: «Loro in questo sono bravi e hanno azionato tutte le loro leve mediatiche. Attaccano in tutti i dibattiti parlamentari, il gruppo interviene contro il presidente della Regione Campania, lo fanno i giornali che hanno, la rete è aggredita dalla loro posizione, i loro amministratori, tutti». Caldoro spiega anche che nota «una debolezza oggettiva di reazione in Parlamento, tranne qualche eccezione personale, encomiabile». E sottolinea: «Non si risponde in alcuna maniera. La classe politica non lo fa a partire dai parlamentari, e non lo fa, con opportuna efficacia, la classe dirigente del Sud». «Il Mezzogiorno» - dice Caldoro- «dovrebbe esprimersi con maggiore compattezza ed efficacia e anche con maggiore forza, di fronte a una proposta che è fatta per il Sud, per gli amministratori del Sud, non per me, ma per tutti». Interessi collettivi e non personali: «Non parlo del Pdl, ma in generale di tutti i partiti che avrebbero interesse, è un giudizio generale, oggettivo». E conclude: «A meno che qualcuno non mi dica, e io sto ancora aspettando, di avere una opinione diversa o che è una cosa sbagliata. Altrimenti rischiamo come nella pubblicità 'Vinco facile' dove ti arrivano tutti addosso».
FONTE CORRIERE MEZZOGIORNO
«Difendo l'idea di Fondo nazionale: il Nord contrattacca con tutti i mezzi. Ma i parlamentari meridionali?»
Il primo attacco del quotidiano nordista: «Sud pirata»
NAPOLI - Non si fa attendere la risposta del governatore della Campania, Stefano Caldoro, dopo l'articolo comparso sulle pagine de «La Padania» in cui viene ancora una volta duramente criticata la sua proposta di un Fondo di garanzia nazionale dove far confluire i fondi non spesi da tutte le Regioni per evitare di sforare il Patto di stabilità.
«CACCIA ALL'UOMO» - Dura la replica del governatore: «Vedo una caccia all'uomo, organizzata come una falange compatta dai leghisti». E aggiunge: «Loro in questo sono bravi e hanno azionato tutte le loro leve mediatiche. Attaccano in tutti i dibattiti parlamentari, il gruppo interviene contro il presidente della Regione Campania, lo fanno i giornali che hanno, la rete è aggredita dalla loro posizione, i loro amministratori, tutti». Caldoro spiega anche che nota «una debolezza oggettiva di reazione in Parlamento, tranne qualche eccezione personale, encomiabile». E sottolinea: «Non si risponde in alcuna maniera. La classe politica non lo fa a partire dai parlamentari, e non lo fa, con opportuna efficacia, la classe dirigente del Sud». «Il Mezzogiorno» - dice Caldoro- «dovrebbe esprimersi con maggiore compattezza ed efficacia e anche con maggiore forza, di fronte a una proposta che è fatta per il Sud, per gli amministratori del Sud, non per me, ma per tutti». Interessi collettivi e non personali: «Non parlo del Pdl, ma in generale di tutti i partiti che avrebbero interesse, è un giudizio generale, oggettivo». E conclude: «A meno che qualcuno non mi dica, e io sto ancora aspettando, di avere una opinione diversa o che è una cosa sbagliata. Altrimenti rischiamo come nella pubblicità 'Vinco facile' dove ti arrivano tutti addosso».
FONTE CORRIERE MEZZOGIORNO
giovedì 23 febbraio 2012
Leghisti contro Caldoro: «Sud pirata»
Lui: vi spiego tutte le bugie della Padania
Il giornale del Carroccio attacca il piano del governatore per il rientro di risorse inutilizzate. Dura replica nel blog
Stefano Caldoro risponde per le rime alla Lega. Stamane l'organo di stampa ufficiale La Padania dedica il titolo di prima pagina alla Campania: «Allarme pirateria napoletana sul tesoro dei sindaci del Nord». In pratica, l'affondo è sul piano propugnato dal governatore campano, cioè dar vita a un Fondo di garanzia nazionale per i pagamenti alle imprese, utilizzando le risorse che non possono essere utilizzate per il rischio di sforare il Patto di stabilità. Ecco: secondo i leghisti si tratterebbe dell'ennesimo scippo «ai virtuosi». Per Caldoro invece non è così, e prova a spiegarlo in un video pubblicato sul blog. «La Padania mi attacca personalmente per la proposta di equilibrio nazionale, fatta nell'interesse del Paese, e dice che vogliamo togliere le risorse, il tesoro dei sindaci del Nord. Intanto - sottolinea il governatore - non sono del Nord o del Sud, ma dell'intero Paese». Poi invita, «ad evitare di parlare di stereotipi negativi e di un Sud sprecone. Questi soldi sono chiusi nei forzieri - aggiunge - ed è un delitto non spendere risorse che sono disponibili». Il governatore rimarca il fatto che comunque «sarebbero i soldi del Mezzogiorno, quelli che i cittadini del Sud, nella fiscalità generale pagano da anni per sostenere le pensioni di anzianità che vanno per 75% al Nord». Tra «tante bugie e attacchi inutili e pretestuosi da parte della Padania una cosa la dicono giusta: mi rimproverano di essere il presidente di Regione che difende come nessun altro gli interessi del Sud».
Il giornale del Carroccio attacca il piano del governatore per il rientro di risorse inutilizzate. Dura replica nel blog
Stefano Caldoro risponde per le rime alla Lega. Stamane l'organo di stampa ufficiale La Padania dedica il titolo di prima pagina alla Campania: «Allarme pirateria napoletana sul tesoro dei sindaci del Nord». In pratica, l'affondo è sul piano propugnato dal governatore campano, cioè dar vita a un Fondo di garanzia nazionale per i pagamenti alle imprese, utilizzando le risorse che non possono essere utilizzate per il rischio di sforare il Patto di stabilità. Ecco: secondo i leghisti si tratterebbe dell'ennesimo scippo «ai virtuosi». Per Caldoro invece non è così, e prova a spiegarlo in un video pubblicato sul blog. «La Padania mi attacca personalmente per la proposta di equilibrio nazionale, fatta nell'interesse del Paese, e dice che vogliamo togliere le risorse, il tesoro dei sindaci del Nord. Intanto - sottolinea il governatore - non sono del Nord o del Sud, ma dell'intero Paese». Poi invita, «ad evitare di parlare di stereotipi negativi e di un Sud sprecone. Questi soldi sono chiusi nei forzieri - aggiunge - ed è un delitto non spendere risorse che sono disponibili». Il governatore rimarca il fatto che comunque «sarebbero i soldi del Mezzogiorno, quelli che i cittadini del Sud, nella fiscalità generale pagano da anni per sostenere le pensioni di anzianità che vanno per 75% al Nord». Tra «tante bugie e attacchi inutili e pretestuosi da parte della Padania una cosa la dicono giusta: mi rimproverano di essere il presidente di Regione che difende come nessun altro gli interessi del Sud».
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