lunedì 2 aprile 2012

America's PACC. Al danno la beffa: a San Martino una mostra di soldatini dedicata a Cialdini...

Non basta il danno, anche la beffa. L'America's PACC la paghiamo noi, anche in termini morali.
E l’unica a non guadagnarci è Napol. E il popolo meridionale.i

PACCO: La coppa America la paghiamo noi agli americani: 10 milioni i spesi solo in diritti d’immagine presi dalle tasche dei cittadini campani.

DOPPIO PACCO: Caldoro ha stanziato oltre 20 milioni di euro dai fondi per lo sviluppo regionale dirottandoli sull’evento. Su 8 milioni e 200mila dati al Comune, De Magistris ne ha spesi 7 e mezzo in opere provvisionali appaltate a società con sedi a Torino e Milano. A Napoli dopo l’America’s Cup non resterà nulla

CONTROPPACCOTTO: La delibera comunale prevedeva la valorizzazione della napoletanità, dalla gastronomia agli spettacoli. Ma il grande evento a Napoli non ha coinvolto nessuno: né ristoratori, né commercianti, né artisti, né categorie. Le società che hanno organizzato sono tutte riconducibile ai soliti ignobili boiardi di Stato.

PACCO BOMBA FINALE: Tra gli eventi dell'America's PACC ci colpisce questo che si svolge alla Certosa e Museo di San Martino, nel silenzio dei finti meridionalisti che appoggiano il sindaco. La mostra si chiama: ‘Un esercito di carta: arrivano i piemontesi!’ ed è illustrata così: "Bersaglieri con la fanfara, artiglieri a cavallo, cavalleria in alta uniforme: la mostra presenterà una minuziosa ricostruzione di un intero esercito di carta in miniatura. Una inedita sfilata di soldatini dell'Esercito italiano del 1860-1870: l'esercito piemontese che irrompe nel Regno delle Due Sicilie nel 1860 comandato dal generale Enrico Cialdini composta da circa 500 piccoli acquerelli sagomati: bersaglieri, lancieri e corazzieri a cavallo e le temute batterie Voloira, lo storico Reggimento piemontese di artiglieria che distrusse la cittadella di Gaeta.

Movimento di Insorgenza Civile

domenica 1 aprile 2012

LUCANIA : tangenti e petrolio. A guadagnarci sono solo i politici e Nord.

E, intanto, ironia dello stato coloniale, in Lucania - che dà il 10% del petrolio nazionale - la benzina costa di più.

giovedì 29 marzo 2012

BAGNASCO AI POLITICI: "ANDATE CONTROCORRENTE"

Il presidente della Cei ha celebrato una messa per deputati e senatori, invitandoli a essere anticonformisti e a non lasciarsi omologare

ANDREA TORNIELLI
 


«Oggi bisogna andare controcorrente rispetto al pensiero unico…». Lo ha detto questa sera il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nell’omelia della messa celebrata per i politici nella basilica di Santa Maria Sopra Minerva.


Bagnasco ha commentato la lettura che aveva presentato i tre ragazzi che non si sono piegati all’ordine del re Nabucodonosor, che li voleva piegare all’idolatria, e hanno preferito affrontare la fornace venendo preservati dalle fiamme. «Oggi, di solito – ha detto il cardinale – non si deve rischiare la vita per scegliere la verità dei principi, per essere coerenti con la verità delle cose. Si tratta piuttosto di andare controcorrente rispetto al pensiero unico, alle opinioni dominanti che in nome del rispetto e della tolleranza uccidono la verità e con essa fanno danno all’uomo».– ha aggiunto Bagnasco – quando non sottostiamo alle letture vincenti quando non ci convincono, e quando non lasciamo omologare. Il credente è non conformista quando non ha paura di rimanere solo in compagnia della verità, l’unica che paga veramente perché fa grande la coscienza. Quando non fugge e non si nasconde di fronte alle immediate e corali patenti di fanatismo, di intolleranza o di mentalità retrograda».

«Si è anticonformisti – essendo plurale – impone linee mediane». Ciò «è vero e giusto in moltissime questioni», ha osservato, «ma se questo principio pratico si volesse applicarlo ovunque e comunque, anche alle evidenze universali e ai valori morali, alle linee portanti della natura umana, allora viene azzerato ogni punto di riferimento, il piano si inclina e si giunge ad autorizzare la barbarie rivestita di umanesimo e di fratellanza».

Il presidente della Cei ha quindi osservato come oggi si dica che «bisogna vivere nella storia e che questa – ha spiegato Bagnasco – che non esistono valori assoluti, cioè validi per tutti e per sempre, poiché tutto sarebbe cultura e storia; appartiene però alla coscienza universale un "no" netto ad azioni o fatti aberranti giudicati come male assoluto, come il commercio dei bambini, la schiavitù e altro…, di cui neppure si deve discutere perché su certe mostruosità non si fa accademia. Bisogna, però, essere umili e vigili, perché lentamente ci si abitua a tutto: spesso basta ripetere in modo ossessivo la menzogna perché appaia vera».

«Si dice – ha concluso – si osa eccepire o dire il contrario, spesso nascono clamori scandalizzati come si fosse toccato dei nervi scoperti, e così facilmente si crea un clima intimidatorio che spinge a diversi consigli, in apparenza più aperti, ma in realtà pavidi rispetto alle reazioni urlate, o verso i compagni di viaggio».

«Quando, nel pubblico dibattito – ha concluso – si osa eccepire o dire il contrario, spesso nascono clamori scandalizzati come si fosse toccato dei nervi scoperti, e così facilmente si crea un clima intimidatorio che spinge a diversi consigli, in apparenza più aperti, ma in realtà pavidi rispetto alle reazioni urlate, o verso i compagni di viaggio».

MONTI RIPRISTINA LE COMMISSIONI BANCARIE

Ricordate le dimissioni in massa dell'ABI... con i Montiani subito pronti a evidenziare come "Monti ha scontentato le banche" (dopo avergli fatto diversi generosi regali, come l'abbassamento a 1.000€ della soglia per i pagamenti contanti.... EBBENE, è STATO TUTTO UN BLUFF: le commissioni bancarie sono state ripristinate!!! MA I MASS MEDIA CHE HANNO FATTO I CARTELLONI PER DIRE CHE ERANO STATE ELIMINATE, NON EVIDENZIANO CON LA STESSA FORZA CHE SONO STATE RIPRISTINATE... w la massmediocrazia!
Staff nocensura.com
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di Francesco Tempesta


La settimana scorsa il Consiglio dei Ministri ha deliberato un decreto legge volto a correggere l’emendamento al decreto sulle liberalizzazioni, che annullava le commissioni bancarie a fronte della concessione di linee di credito.


I consumatori erano già pronti a esultare, ma saranno costretti a raffreddare gli entusiasmi. Dopo lunghe discussioni fra il Governo e il Parlamento, scaturite dalle minacce di dimissioni dei vertici dell’Abi, il Consiglio dei ministri ha, infatti, varato un decreto legge destinato a correggere l’emendamento al decreto sulle liberalizzazioni (presentato al Senato dal Pd e approvato a Palazzo Madama), che azzerava le commissioni bancarie per la concessione di prestiti e affidamenti.

Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha dato il via al decreto legge, volto a neutralizzare l’emendamento che rendeva nulle tutte le commissioni bancarie a fronte della concessione di linee di credito. Il nuovo decreto, che è stato firmato dalle principali forze politiche del Paese (Pd, Pdl e Terzo Polo), ha l’obiettivo d’impegnare il Governo a “emanare in tempi rapidi” un provvedimento finalizzato ad annullare le commissioni bancarie, solo per gli istituti che non si conformano alle regole di trasparenza stabilite dal Comitato interministeriale per il Credito e il Risparmio (Cicr). L’azzeramento delle commissioni si configurerebbe in tal senso come una sorta di “punizione” per le banche suscettibili di aver adottato una politica creditizia poco trasparente. Le commissioni sono da considerarsi nulle, anche nel caso in cui esse dovessero superare la soglia dello 0,5% trimestrale.

Nel decreto, varato a pochi giorni dall’approvazione definitiva del decreto sulle liberalizzazioni, è stata inserita anche una norma per facilitare l’accesso al credito del sistema produttivo e, in particolare, delle Pmi. Tale misura ha l’obiettivo di “rendere più efficienti le procedure di erogazione dei finanziamenti da parte delle banche”. A tal scopo, è stato definito un meccanismo di controllo non invasivo, in carico ad un ufficio pubblico tecnicamente qualificato. L’Osservatorio, che si avvarrà delle strutture ministeriali già esistenti, potrà, per esempio, attivarsi per richiedere un riesame da parte della stessa banca di sue decisioni negative o formulare raccomandazioni volte a migliorare i processi di verifica del merito del credito. Infine, qualora ne abbia delle prove, l’Osservatorio potrà segnalare all’Autorità garante per la concorrenza ipotesi di intese o pratiche concordate, lesive della libera concorrenza sul mercato. Per poter svolgere tali funzioni, l’Osservatorio avrà “il potere di richiedere informazioni alle banche e la possibilità di avvalersi della collaborazione della Banca d’Italia”.

lunedì 26 marzo 2012

CENERENTOLA ERA NAPOLETANA.

Uno dei poeti più famosi al mondo ma meno famoso dalle nostre parti è quel Giambattista Basile che nel seicento fu autore de "Lo cunto de li cunti" o "Pentamerone", una raccolta di 50 favole scritte in una lingua napoletana affascinante, colorata e barocca. Tra queste favole spicca quella della "Gatta Cenerentola", scritta evidentemente prima di quelle successive di Perrault, dei fratelli Grimm o di quella rielaborata da Walt Disney. Siccome il Basile nacque e morì a Giugliano nei pressi della capitale del vicereame, quando scrisse di quello scalone e di quella scarpetta che "Cenerentola" smarrisce nella sua fuga notturna, stava immaginando quello scalone collocato all'interno del Palazzo Reale di Napoli e che, più o meno, ha conservato la sua struttura originaria. Da circa quattro secoli manca su quelle scale un avviso che ricordi semplicemente una notizia : " Su queste scale Cenerentola perse la sua scarpetta". E i danni di questa assenza incidono sulla cultura ma anche sugli aspetti turistico-economici in modo rilevante.
Ma "grazie" alla campagna anti- Regno, o se volete filo savoiarda, di Benedetto Croce (il peggior nemico, unitamente a suo zio Spaventa, che abbiano avuto i duosiciliani), che accusava di "municipalismo" o di "localismo" o di "regionalismo" tutti i più grandi "pensatori" (artisti, poeti, scrittori, filosofi) napoletani, questi furono messi ai margini della storiografia, ignorati e dimenticati.... ed il fenomeno è, ahimè, ancora attuale! Le tesi di Benedetto Croce mirate a cancellare, mistificare o ridimensionare all'ambito anche folkoristico, la grande e gloriosa storia di Napoli e del Regno delle Due Sicilie, saranno seguite supinamente senza cambiarle di una virgola per decenni da intellettuali e storici ufficiali, che rappresentano il vero nemico di chi cerca il riscatto di Napoli e del Sud.

Liberamente tratto da "I peggiori 150 anni della nostra storia" di Gennaro De Crescenzo (Editoriale Il Giglio-Napoli 2012)

Aereoporto di Salerno Costa D'Amalfi: l'ennesimo flop di Cirielli.

Pensavo che avrebbero fatto la settima inaugurazione dell'aeroporto; invece contemporaneamente si annunciava l’arrivo di 50 milioni e il blocco per la fine del rapporto con Alitalia. È tanto difficile ottenere la concessione definitiva e promuovere un bando di gara internazionale per scegliere un gestore, demandando all’aggiudicatario anche gli oneri per l’allungamento della pista? Attiveremmo così uno splendido aeroporto in un anno. Invece abbiamo buttato al vento altri tre anni; però è stato sistemato qualcuno che dovevamo sistemare al Consorzio Aeroporto.