venerdì 18 maggio 2012

Girolaminini, ritrovati i libri.....in VENETO. Vandea Italiana, fai bene: "Non porgiamo l'altra guancia".


Il sig.  G.R., alias  Starsandbars, alias Vandea Italiana, autore del blog Non porgiamo l' altra guancia  ( http://santosepolcro1.blogspot.com/ ) e noto fiancheggiatore di alti esponenti della criminalità organizzata che fanno della difesa della corruzione il loro brand, tempo fa, in uno dei suoi soliti deliranti post, al fine di offendere me, aveva scritto:

"Napoli amano così tanto la cultura......che si fregano pure i libri...Povero Vico. Povera Mia Campania. Sarà colpa del Nord anche questo? Continuate a piangervi addosso, che fate bene..."

ECCOLO ACCONTENTATO:

Napoli: Procura sequestra 240 libri biblioteca Girolamini, ritrovati in Veneto

Napoli, 18 mag. - (Adnkronos) - La Procura di Napoli ha sequestrato 240 libri antichi sottratti alla biblioteca dei Girolamini di Napoli. I libri sono stati ritrovati in Un deposito nel veronese e porterebbero i timbri che accerterebbero la provenienza dalla biblioteca dei Girolamini. Nello stesso deposito sono stati sequestrati altre centinaia di volumi, sui quali saranno svolti approfonditi accertamenti. Probabilmente i testi sottoposti oggi a sequestro erano destinati ad essere venduti all'estero. L'apertura di un fascicolo da parte della Procura di Napoli era avvenuta a seguito della denuncia da parte del direttore Marino Massimo De Caro sulla presunta sparizione di circa 1500 volumi dalla biblioteca nel corso degli ultimi decenni.


(18 maggio 2012 ore 21.48)

Purtroppo devo constatare che I LOMBARDO-VENETI come lui, avendo avuto antenati che fino a poco tempo fa si arrampicavano sugli alberi, sono rancorosi e covano un complesso di inferiorità tale che li porta a produrre bile in quantità. C'è, del resto, da compatirli: le pozzanghere lombardo-venete non hanno mai partorito libri bensì solo tante TROTE, cosicché sono costretti ad assecondare il loro DNA rubando, libri e non, a chi ha. Il metodo è sempre quello adoperato da Renzo Bossi: come non serve studiare per conseguire la laurea (o un diploma liceale...), allo stesso modo non serve essere alfabetizzati per avere dei LIBRI. 

Ad ogni modo, grazie per l'ennesima figuraccia, esimia TESTA DI CAZZO (sì, lo so, è una parolaccia, ma nel tuo caso non ci sono parifrasi che tengano). Ci sarebbe da ridere, se il tuo caso non fosse ai limiti dell'interdizione.

sabato 12 maggio 2012

NEMICA ASSICURAZIONE

Roma 18000 sinistri, il 5% di truffe sono 900.
Milano 13500 sinistri, 5% truffe sono 675.
Napoli 2800 sinistri, 13% di truffe sono 364
QUINDI PERCHè AL SUD SI PAGA IL DOPPIO?

Il governo dà la paghetta al Sud, ma intanto ci fa una bella cresta per il Nord.



"Poi c’è la madre di tutte le beffe : i fondi FAS, un fiume di denaro destinato a colmare i ritardi 
del Sud e che è stato impiegato invece dal governo per pagare conti da tutt’altra parte d’Italia .Quanti per l’esattezza? Cifre precise non ce ne sono. Interpellata, persino la presidenza del Consiglio getta la spugna dichiarandosi incapace di fornire un rendiconto dettagliato delle spese fatte con i fondi Fas. Riporto di seguito, una stima de “L’Espresso” dell’8 Aprile 2011, a firma di Ignazio Catauro: “La storia dei Fas e dei suoi maneggiamenti comincia nel 2003. Il compito di ripartire le risorse viene affidato al Cipe (presieduto dal siciliano Miccichè) con il vincolo di destinarne l’85 % al Sud e il 15% al Centro e al Nord. Intenti lodevoli, ma si parte subito con il piede sbagliato……per motivi di spazio tralascio tutti gli sperperi dal 2003 al 2007 perché…”acqua passata”, ma elenco per sommi capi quelli dal 2008 al 2011: “……dalla fine del 2008 il Fondo si vede sottrarre oltre 50 miliardi per finanziare una serie di provvedimenti che vanno dall’abolizione dell’ICI alle alluvioni in Piemonte e Valle d’Aosta, al G8 in Sardegna, per lo sviluppo dell’istituto agro alimentare di Parma, il termovalorizzatore di Acerra, il terremoto in Abruzzo, all’Aquila, per la privatizzazione della Tirrenia, per Ferrovie dello Stato e Trenitalia, per l’edilizia carceraria (penitenziari in Emilia Romagna, Veneto e Liguria) e per mettere in sicurezza quella scolastica; per il trasporto nei laghi Maggiore, Garda e Como. Per l’alta velocità Milano - Verona e Milano - Genova; la metro di Bologna; il tunnel del Frejus e la Pedemontana Lecco -Bergamo. E poi le opere dell’Expo 2015 che comprendono il prolungamento di due linee della metropolitana milanese ; per linea C di quella di Roma; per la laguna di Venezia;per l’adeguamento degli edifici dei carabinieri di Parma ; quello dei sistemi metropolitani di Parma, Brescia, Bologna e Torino ; la metrotranvia di Bologna; un miliardo 300 milioni a favore della società Stretto di Messina,e non per le spese di costruzione ma solo per consentire alla società di cominciare a funzionare; oltre alle ormai “mitiche” multe delle quote latte degli allevatori settentrionali cari ai leghisti.” E ancora, nel 2010, 16 Miliardi e 200 Milioni al Nord, 1 Miliardo e 200 Milioni al Centro, 500 Milioni all’autostrada Roma Latina, e 33 Milioni (!) a Taranto che valgono per tutto il Sud. Faccio notare che le aziende che hanno avuto questi appalti pluri miliardari dei fondi Fas sono tutte del nord o comunque gravitano nell’area geo politica del centro nord e pagano le tasse al nord! E come se non bastasse il Ministro Fitto (2011) preleva dai fondi Fas ben 74 Milioni per destinarli alla Provincia autonoma di Bolzano (la più ricca d’Italia!). Questa montagna di denaro che avrebbe dovuto rilanciare l’economia del Sud, ancora una volta, dopo il Piano Marshall (la Lombardia ebbe US $ 1.390.000.00 e la Calabria US $ 14.680,00!) e la Cassa del Mezzogiorno (nel sud fu speso lo 0.5% del PIL mentre, contemporaneamente senza alcuna “cassa speciale”, nel nord si spendeva il 35% del PIL, 70 volte di più!), è servita solo ad arricchire gli industriali del nord, i ras locali di tutti i partiti e le loro fameliche clientele, e nonostante tutto ciò, si continuano a concedere appalti milionari alle aziende del nord (Infrastrutture Lombarde) per realizzare i quattro ospedali in Calabria (400 Milioni)!
Siamo la “colonia del nord”, per la quale hanno fatto una guerra lunga 10 anni (1861-71), e tale dobbiamo restare..

Falcone e Borsellino

«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»


Silvio Berlusconi, un uomo che non dovrebbe essere a piede libero.

Vandea Italiana e le asinerie sul Regno delle Due Sicile.

Dialogare con Vandea Italiana - Starsandbars equivale a spiegare la teoria della relatività ad un mulo, solo che gli avventori di passaggio non lo sanno così non riescono a sfuggire alla "supercazzola", ovvero ad una serie di parole prive  di connessione logica che si ripetono sempre nello stesso ordine e in maniera maniacale. I suoi interlocutori gli hanno scritto che la Lega Nord è un partito di ladri e di ignoranti ( al pari degli altri partiti e meno del PdL che è il partito della mafia per antonomasia)? Lui risponde con le solite " tre ciappette" che ha appreso in una vita di asinerie:
i) che conosce Capri come le sue tasche, ma non quella di oggi, (e qui si fermano le conoscenze geografiche)
ii) che ha letto Marotta, Eduardo,Vico e Bellavista (e qui si fermano le conoscenze filosofico-letterarie);
iii) che il Regno delle Due Sicilie è stato martirizzato al pari dello Stato della Chiesa e del Lombardo-Veneto (e qui iniziano le fesserie).

Relativamente a quest'ultimo aspetto ho provato più volte a spiegargli che non si può paragonare per ricchezza, produzione, occupati, progresso e livello di civiltà il Regno delle Due Sicilie - 3° potenza mondiale - ad uno statarello di periferia come il Lombardo-Veneto (laddove il Veneto stava veramente rovinato)  né si possono confrontare delle semplici annessioni con una politica volta a colonizzare il Sud. E' inutile spiegare ad un ciuccio che nell'ex regno delle Due Sicilie ci facevano pagare il quintuplo dei tributi in più rispetto al resto delle Italie (persino sulle tasse di bollo o le cessioni immobiliari al fine di paralizzare l'economia) e che, nonostante ciò, ci sono voluti 30 anni di colonialismo per superare il Pil del Sud. Il Regno Delle Due Sicilie aveva, un po' come la Svizzera, un sistema creditizio avanzato e pochissime tasse (solo 3 e a protezione della produzione nazionale) che consentivano alle imprese locali di esportare i propri prodotti senza subire l'invasione di quelli scadenti lombardo-veneti ("i cinesi" di allora). Fu il primo stato al mondo a introdurre le pensioni, le 8 ore lavorative, la parità retributiva uomo-donna, forti divieti sul lavoro minorile - punti sui quali Mussolini copiò di sana pianta - e l'obbligo di motivare le sentenze 2 secoli prima rispetto alle regioni meno civilizzate.

Basterebbe leggere il grafico che curò Saverio Nitti sul numero di occupati per ogni settore di produzione (industria, agricoltura, terziario) e la ricchezza per capire che il paragone con Lombardo-Veneto non sussiste proprio.

Ma Vandea, pur essendo un ciuccio, non ha nemmeno l'umiltà di andarsi a vedere i numeri (lui si crede un grande scienziato!) e così il tentativo di fargli capire che le sue sono asinerie non è andato a buon fine:
http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3874814308538206916&postID=8889365310121605907

Colpa di un deficit intellettivo che non gli può essere addebitato? Sicuramente sì, ma non gli si può non addebitare una chiosa dai connotati esilaranti in cui lui - il re dei piagnistei, del catastrofismo, del pietismo melenso che addossa agli altri i propri fallimenti -  arriva ad accusare i suoi interlocutori di essere lamentosi e di piangersi addosso.
Ad ogni modo meglio non pronunciarsi: magari sarà ironia Lombardo-Veneta la cui vis comica a noi francamente sfugge.




























Sullo stesso argomento leggi anche  

"Da Burlequoni a Vandea Ruba Cuori"
 http://amicodeltrota.blogspot.it/2012/04/da-burlesquoni-vandea-ruba-cuori.html ,

"VandeaItaliana non piangere, ti rimane sempre Nicole Minetti" http://amicodeltrota.blogspot.it/2012/04/starsandbarsvandeaitaliana-non-piangere.html

"Vandea Italia all'ignoranza si rimedia, alla stupidità no".
http://amicodeltrota.blogspot.it/search?updated-max=2012-04-19T11:30:00-07:00&max-results=7

L'amico immaginario di Vandea Italiana.
http://amicodeltrota.blogspot.it/2012/05/lamico-immaginario-di-vandea-italiana.html

venerdì 11 maggio 2012

L'amico immaginario di Vandea Italiana ( http://santosepolcro1.blogspot.com/ )

Ogni volta che apro il blog di Starsandbars - Vandeaitaliana le risate sono copiose. Ecco quanto scrive -rivolgendosi a me - per commentare il risultato elettorale di Palermo: 

"Nell' attesa di rispondere ai miei tanti nuovi amicinapoletani che ultimamente mi sono fatto (che non capiscono quanto io ami il Sud, che vorrei diverso...), non posso fare a meno di constatare come Palermo abbia scelto finalmente una faccia giovane e nuova".
Ci manca solo che dica di avere degli amici (invisibili) gay e poi il quadro è completo. 
 Per il resto, se lo considerassi una persona sana di mente, proverei a spiegargli che i Palermitani - come tutta Italia, Nord compreso - hanno fatto bene a non votare per quella associazione per delinquere che è il PdL di cui lui è fedele seguace, ma ad uno che da "cattolico reazionario" (a chiacchiere e quando non si fa bunga bunga!) , tifa per il massone Hollande che vuoi spiegargli? 


Trovo, altresì, veramente fuori dal mondo che un sostenitore del partito dei mafiosi/massoni/prostitute si permetta di citare Borsellino e Falcone.  Per fortuna, se si votasse oggi, il PdL non arriverebbe al 15%, ma è ancora troppo per un movimento criminale che presto sparirà mandando sul lastrico procacciatori di affari come VandeaItaliana.
Guardate come qui ingaggia una querelle con altri napoletani. Gli altri gli scrivono argomentando su una questione e lui risponde  dicendo che una volta è stato a Capri e facendo la solita supercazzola:

http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3874814308538206916&postID=8889365310121605907

La logica, questa sconosciuta!
Si vede che troppo bunga bunga con Nicole Minetti brucia i neuroni (o erano i neutrini? Non ricordo).

venerdì 4 maggio 2012

CARO NORD MA DOVE VAI SE IL SUD NON CE L’HAI? – Lino Patruno


di Lino Patruno
A Ricomincio da Sud. Ci sono almeno tre ragioni per cui se l’Italia vuol crescere può farlo solo a Sud. Prima lo si capisce meglio è. Come meglio è se la si smette quanto prima di considerare il Sud un danno e non una salvezza per tutti. Prima ragione. Non ci vogliono trattati di economia per capire una banalità. Resteremo nell’incubo di questa crisi se si continua ad andare avanti con un sistema (gli intellettuali dicono “modello di sviluppo”) per cui il Nord deve fare da locomotiva e il Sud, se va bene, seguirlo come bagaglio appresso. Il risultato è una crescita dello zero virgola qualcosa, anzi ora andiamo indietro. E’ come se avessi una Porsche e la facessi andare come una Panda. Non solo è uno spreco, ma prima o poi imballi il motore.
Cara Nord ma dove vai Il Nord dovrebbe crescere al 10 per cento come una Cina per far crescere in media l’Italia almeno al 3 per cento, quota minima per riprendere a creare lavoro.
L’integrazione fra le due Italie è tale che dovrebbe far ricredere anche il Luca Ricolfi del “Sacco” (saccheggio) del Nord. Insomma la bibbia che il Salvini sbandiera sempre come dimostrazione del Sud parassita. La Banca d’Italia dice che è vero che ogni anno 50 mila miliardi di tasse del Nord vengono spesi anche nel resto del Paese. Ma è vero pure che ritornano con gli interessi (oltre 60 miliardi) in acquisto di prodotti del Nord da parte del Sud. E aumentano ancòra se ci aggiungiamo, mettiamo, i ricoveri di meridionali al Nord (pagati dalle Regioni del Sud). E se ci aggiungiamo i giovani meridionali che vanno a lavorare al Nord ma la cui istruzione l’hanno pagata i loro genitori al Sud (a parte le tasse che versano lì). che smentiva un pregiudizio sul Sud? Piagnone anche lui. Così si scopre anche (Luca Bianchi direttore della Svimez) che un quarto della ricchezza annuale della Lombardia proviene dalle vendite al Sud. Ma invece che di Sud creditore si continua a parlare di Sud debitore. E invece che, magari, di “Sacco” del Sud, si continua a parlare di “Sacco” del Nord. Si è meridionali anche nei sacchi. Senza dimenticare la ciliegina che, nonostante tutto, la spesa dello Stato è maggiore al Nord che sta meglio rispetto al Sud che sta peggio.
Ma se occorre ricominciare da Sud, anche il Sud deve ricominciare da se stesso. C’è al Sud una prateria di cose da fare (oltre che di cose fatte). Il Sud s’arrabbi di brutto per i treni tolti, ma poi metta in campo al più presto la propria locomotiva. Il futuro è a Sud.

Ma oggi solo la Cina è Cina. E poi il Nord è al limite, saturo, sfiatato, non può crescere più di tanto: devi avere anche lo spazio per altri capannoni. Se dai a un riccone altri cento euro, non ti ringrazierà neanche, se li dai a un poveraccio gli hai cambiato la giornata. Riesce a lavorare al Sud un venti per cento in meno rispetto al Nord: se potessero spaccherebbero le pietre. Si dovrebbero cambiare le condizioni, investire al Sud quei soldi destinati al Sud ma invece utilizzati per tante altre cose, dalle multe dei vaccari bergamaschi ai traghetti del lago Maggiore. E i treni, al Sud, si dovrebbe darglieli non toglierglieli.
Seconda ragione (per cui bisognerebbe ricominciare da Sud). La conferma viene proprio in questi giorni dalla Banca d’Italia, non da qualche irriducibile terrone mezzo piagnone mezzo cialtrone. Nel Paese che i signorini dalle mani sporche della Lega Nord vogliono tagliare in due, se non ci fosse il Sud che acquista non ci sarebbe il Nord che vende. Altro che secessione, altro che ce ne andiamo per conto nostro: dove vanno?
Questi conticini li aveva già fatti da tempo Paolo Savona, economista, ex ministro, banchiere. Ma chi volete che gli desse retta visto che smentiva un pregiudizio sul Sud? Piagnone anche lui. Così si scopre anche (Luca Bianchi direttore della Svimez) che un quarto della ricchezza annuale della Lombardia proviene dalle vendite al Sud. Ma invece che di Sud creditore si continua a parlare di Sud debitore. E invece che, magari, di “Sacco” del Sud, si continua a parlare di “Sacco” del Nord. Si è meridionali anche nei sacchi. Senza dimenticare la ciliegina che, nonostante tutto, la spesa dello Stato è maggiore al Nord che sta meglio rispetto al Sud che sta peggio.

Ma c’è la terza ragione (per cui bisognerebbe ricominciare da Sud). Buona parte dell’attuale crisi del Nord è dovuta al fatto che è in crisi anche il Sud che compra meno. E che se dalla crisi si esce solo col rilancio dei consumi (e quindi della produzione, del lavoro ecc. ecc.), o il Sud si muove o la barca affonda. Il Nord dipende dal Sud, una bestemmia. E’ sbagliato allora non solo il sopraddetto “modello di sviluppo” della locomotiva, ma anche quello conseguente del Nord che vende e del Sud che acquista. Pensiamo a cosa avverrebbe se tutti i Nicola Cassano e le Carmela Palumbo del Sud decidessero un giorno il CompraSud, acquistare solo prodotti meridionali (e ce ne sono): il panico.
Conclusione: nessun Paese può reggersi su un Nord e su un Sud come in Italia. Nessun Paese almeno che voglia restare fra i primi dieci al mondo. Né si può tenere inutilizzato mezzo motore senza perdere velocità, anzi bruciando la testata. E con l’aggiunta che un altro “modello di sviluppo” (rieccolo) converrebbe anche al Nord perché la crescita del Sud lo farebbe sfiatare meno. Tranne che -non si voglia lasciare tutto così perché fa comodo: la chiamiamo sottomissione?
Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 4 maggio 2012